Tasso di interesse usurario

Il tasso di interesse è un elemento fondamentale nei contratti di finanziamento come, ad esempio, il prestito personale o il mutuo. Tuttavia, quando gli interessi superano determinate soglie, possono diventare usurari, portando a conseguenze legali e finanziarie significative. In questo articolo, vedremo cosa significa usura nei contratti di finanziamento, come si calcola il tasso di interesse usurario, e quali sono le implicazioni per i consumatori e le istituzioni finanziarie.
Tasso usurario

IN BREVE

Gli interessi non saranno più dovuti e quelli già pagati dovranno essere restituiti.

Si, se il tasso di interesse è usurario è possibile sporgere denuncia querela.

Il tasso di interesse usurario si verifica quando nel contratto di finanziamento è pattuito un tasso superiore a quello medio praticato da banche e intermediari finanziari.

Cos’è l’usura nei contratti di finanziamento di prestito personale o mutuo?

Il tasso di interesse usurario è collegato al reato di usura. L’usura, però, non è soltanto un reato previsto dal nostro codice penale all’art. 644 c.p., ma anche un illecito di tipo civilistico. L’illecito civile si verifica se nei contratti di finanziamento come un prestito personale o mutuo viene pattuito un tasso di interesse che supera il limite di legge.

Se è stato applicato un interesse usurario che supera il predetto limite di legge, la clausola sarà nulla e gli interessi non saranno dovuti o dovranno essere restituiti, se già pagati.

Il superamento del limite legale deve essere valutato con riferimento al momento in cui gli interessi sono convenuti a prescindere dal momento del pagamento.

 

Come si calcola il tasso di interesse usurario?

Il Ministero dell’Economia calcola trimestralmente il Tasso effettivo globale medio (TEGM) per ogni tipologia di contratto: prestito personale, mutuo, cessione del quinto… Successivamente, applicando la legge n. 108/1996 che disciplina la determinazione del tasso usurario, si stabilisce il massimo legale di interesse consentito. Per il calcolo del tasso soglia si parte dal TEGM che deve essere aumentato di un quarto e poi si aggiungono 4 punti.

La legge prevede comunque che tra il tasso soglia e il TEGM non può esserci una differenza superiore agli 8 punti percentuali.

 

Conseguenze se il contratto di finanziamento ha un tasso usurario

Prima di tutto è necessario essere sicuri che il tasso sia davvero usurario e per questo è bene rivolgersi a professionisti esperti del settore. Determinato il tasso usurario, e magari ottenuta una perizia (econometrica), si potrà procedere con la contestazione alla banca o all’Ente che ha erogato il finanziamento.

Se il finanziamento, prestito personale o mutuo, presenta interessi usurari n ambito civilistico questi non saranno più dovuti e quelli eventualmente pagati dovranno essere restituiti.

In ambito penale si applica l’art. 644 c.p. che prevede la reclusione da due a dieci anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro. Sono anche previste delle aggravanti se il colpevole ha agito nell’esercizio di una attività bancaria.

 

Come ottenere l’annullamento degli interessi usurari

Sulla base della relazione di un esperto che verifichi l’effettiva applicazione di un tasso di interesse usurario, si potrà procedere alla contestazione alla banca o all’ente che ha erogato il prestito. Ovviamente si potrà sporgere denuncia querela presso la Procura della Repubblica e citare in giudizio la banca o l’ente per la parte civilistica.

In giudizio sarà possibile che sia chiesta una CTU econometrica che determini l’effettiva usurarietà del prestito personale o del mutuo.

E’ chiaro che oltre alle conseguenze civili e penali per l’ente o la banca che ha dato il prestito ci sarebbero anche degli inevitabili risvolti reputazionali negativi.

In ogni caso se il tasso di interesse non è usurario, la relazione di un esperto ci dirà se gli interessi pagati corrispondono effettivamente a quelli convenuti. In effetti talvolta la mancanza di alcuni elementi, come ad esempio il TAE, rendono indeterminato il tasso di interesse tanto che il consumatore al momento della sottoscrizione non poteva liberamente autodeterminarsi. La conseguenza, anche in questo caso, potrebbe essere l’annullamento o, comunque, la rideterminazione degli interessi.

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